Distretto di Kilwa, Tanzania, una comunità sta provando a salvaguardare l’ecosistema del lago Maliwa minacciato dalla pesca intensiva e dalla deforestazione.
I giovani attivisti di Maliwe Taaluma, un gruppo che prende il nome proprio dal lago Maliwe, e composto da 19 ragazzi e ragazze provenienti da tre villaggi intorno al lago hanno piantato oltre 400 alberi, fermato la pesca illegale, e sensibilizzato le comunità locali sulla protezione di questa risorsa naturale.
Said Edes Mkoba, uno degli attivisti di Maliwe Taaluma, ha raccontato di come questo sia stato possibile rivolgendosi alle leadership dei diversi viaggi: «Il lago è una risorsa idrica in pericolo a causa dell’attività umane, come giovani della comunità abbiamo la responsabilità di individuare rischi ed effetti a cui potremmo andare incontro in caso il lago sparisse».
Una delle attività intraprese, racconta Said, «è quella di informare la comunità sulle misure possibili per mitigare i rischi ambientali per il lago, Abbiamo vari indicatori che mostrano come il lago sia in sofferenza, ad esempio la grande copertura vegetale della sua superficie. Ma ci sono anche segnali della scomparsa di animali tradizionalmente presenti come uccelli e fauna terrestre. Il lago in passato ha perso la foresta che ne cingeva le sponde, a causa delle attività agricole e delle attività dei taglialegna. Per mitigare questi problemi noi come associazione, abbiamo messo a punto varie azioni concrete e ora la foresta sta rinascendo grazie a varie attività di piantumazione. Attualmente abbiamo in corso tre progetti di riforestazione, e nella stagione 2022-2023 siamo riusciti a piantare oltre 400 piante attorno al lago. Con l’impegno di tutta la comunità è tornata anche la speranza perché adesso l’ecosistema del lago sta tornando a essere quello di un tempo: stiamo già vedendo il ritorno di alcune specie di uccelli che erano spariti e animali che prima erano segnalati in pochi esemplari sono oggi visibili in grandi gruppi».
Questa è una delle tante storie dell’impatto dell’aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare, e la perdita di biodiversità. Le sue conseguenze, che colpiscono principalmente le comunità vulnerabili del Sud globale, aggravano le disuguaglianze sociali già esistenti.
ActionAid Italia ha lanciato un bando di regranting che finanzia 5 progetti youth-led orientati alla contro-narrazione climatica e all’attivismo giovanile. Ha intervistato attivisti e attiviste in Tanzania, dove, grazie al network Global Platform, sono emerse storie di resilienza e impegno nella lotta contro il cambiamento climatico.
Tutto questo è stato possibile grazie al progetto Changemakers for Climate Justice, che mira a promuovere la consapevolezza sulla giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile attraverso azioni concrete portate avanti da giovani attivisti, i changemakers, in Italia e in Tanzania.
