Per anni, la Tangenziale Est ha dominato il panorama urbano del Nord-est di Roma: snodo fondamentale del traffico capitolino, incubo vero e proprio per i lavoratori costretti ad attraversarla nelle ore di punta.
Nel corso degli anni, la Tangenziale è stata protagonista di molti lavori di rinnovamento che ne hanno profondamente modificato il tragitto, lasciando ampi tratti di strada in disuso o in attesa di demolizione, come nel caso del tratto sopraelevato nei pressi della Stazione Tiburtina. Oggi, invece, proprio in questi spazi viene vista l’occasione per il lancio di un progetto di riqualificazione urbana di fondamentale importanza per l’intera area del Municipio II. Un progetto lanciato dall’Associazione Res nell’ambito dell’iniziativa Coltiviamo la Città, nata con il fine di portare alla «riqualificazione di aree urbane che, il più delle volte, versano in stato di abbandono e degrado», tramutandole in «polmoni verdi produttivi, a servizio della qualità della vita dei cittadini». «Alla luce del principio che la tutela ambientale è un bene collettivo, l’obiettivo da raggiungere è quello di intervenire in punti critici del territorio, nell’ottica di una riqualificazione ambientale in ogni Municipio con il beneficio della massima sinergia»: come spiegato dall’Associazione stessa, i principi di tutela e riqualificazione ambientale sono i punti cardini del progetto.
La nascita del progetto e il dialogo con il territorio
Sulla base di questa visione e da un’idea delle architette Nathalie Grenon e Raffaella Morichetti, è nato il progetto della Tangenziale Verde (TV). L’obiettivo della TV è di trasformare il braccio di Tangenziale in disuso dal 2012 con l’apertura della Nuova Circonvallazione Interna, compreso tra Batteria Nomentana e Via Lorenzo il Magnifico per due chilometri, in un percorso verde al servizio di tutti gli abitanti del Municipio II. Proprio la partecipazione attiva dei cittadini dell’area della Tiburtina rappresenta uno dei tre assi portanti nell’ottica dei promotori, assieme al monitoraggio della rigenerazione ambientale e la trasformazione della TV in «motore economico di sviluppo territoriale», pensato non solo per il quartiere ma anche per l’intera industria agraria della regione Lazio. Nella formulazione del progetto, datata al 2015, hanno giocato un ruolo chiave le associazioni attive all’interno del Municipio II, in maniera tale da dar vita ad una iniziativa strutturata specificatamente sulle necessità e sugli interessi degli abitanti della zona.
La Tangenziale Verde è stata presentata all’Assemblea capitolina nell’aprile di quest’anno, tramite una mozione promossa dal gruppo della lista Calenda Sindaco. A settembre il consiglio comunale ha approvato la mozione, avviando così i lavori per lo studio della fattibilità tecnico-economica del progetto. «Un primo passo per restituire alla città la parte di Tangenziale Est rimasta inutilizzata. Si tratta di un progetto dal calibro internazionale, secondo i principi di sostenibilità ambientale, di recupero urbano e di valorizzazione delle acque piovane che ha visto la partecipazione di tantissime associazioni interessate al recupero di quella vasta area»: con queste parole, il primo firmatario della mozione Francesco Carpano ha commentato la decisione dell’Assemblea.
L’ispirazione newyorkese
L’Associazione RES ha sempre ammesso di richiamarsi all’esperienza newyorkese della High Line, il parco lineare nato dal riutilizzo della ferrovia sopraelevata della West Side Line costruito a partire dal 2006 ed oggi una delle principali attrazioni turistiche dell’area occidentale di Manhattan. Anche nel caso di New York, l’impegno delle associazioni di quartiere, contrarie all’abbattimento della struttura, unito allo sforzo degli architetti ha dato vita ad un progetto di riqualificazione urbana che ha profondamente modificato l’area occidentale di Manhattan, divenendone una delle attrattive turistiche più ricercate. Sotto questi aspetti, l’esperienza newyorkese può certamente rappresentare un esempio a cui ispirarsi, facendo attenzione però a non ricadere negli errori che hanno colpito il progetto della High Line nel corso degli anni, come la sua iper turistificazione e l’essere diventata il polo per la gentrificazione totale di quell’area di Manhattan. Errori che possono essere evitati mantenendo fede alla promessa iniziale di porre sempre al centro delle attenzioni della Tangenziale Verde le necessità degli abitanti del Municipio II. Non seguendo questa strada, il rischio sarebbe quello di ritrovarsi dinanzi all’ennesimo progetto di riqualificazione urbana, nato con le migliori intenzioni ma poi divenuto semplicemente il viatico per la gentrificazione dei quartieri interessati, spingendo al di fuori di questi gli abitanti storici per sostituirli con una clientela più ricca capace di soddisfare l’innalzarsi delle richieste del mercato immobiliare dell’area. Continuando invece ad essere pensata per la fruizione dell’attuale cittadinanza del Municipio II, la stessa che ha partecipato attivamente all’ideazione del progetto, l’iniziativa dell’Associazione RES ha il potenziale per impattare positivamente non solo sull’area del Quartiere Tiburtino, garantendo la riqualificazione dell’area esterna della Stazione Tiburtina e creando un vero e proprio polmone verde in quello che un tempo era il cuore dell’inquinamento urbano romano, ma per tutta la città di Roma, divenendo l’esempio da seguire per una qualificazione verde, partecipata e attenta alle necessità degli abitanti dell’area. Si attende ora la decisione dell’Assemblea Capitolina: se il consiglio comunale dovesse dare il suo assenso per l’avviamento del progetto, tramite l’utilizzo di fondi del PNRR, europei e comunali, la Tangenziale Verde potrebbe essere il primo passo per una Roma più verde e a dimensione della propria cittadinanza. Un modello da replicare anche negli altri quartieri della Capitale.