Servono più spazi verdi nelle scuole

Gli spazi verdi sono essenziali per lo sviluppo educativo delle nuove generazioni. Per questo è necessario aumentare la disponibilità di giardini scolastici e sfruttarli di più.

Questo articolo parla di:

In Italia, la disponibilità di giardini scolastici è caratterizzata da notevoli disparità tra le diverse aree geografiche. Secondo una stima di WWF Italia, negli edifici scolastici italiani ci sono oltre 64,5 milioni di metri quadrati di spazi esterni, che potrebbero essere attrezzati per migliorare la qualità della didattica e la sicurezza nelle scuole. Tuttavia, solo una piccola parte di questi spazi è effettivamente sfruttata. Come si legge nei dati forniti dall’organizzazione, «solo nei comuni capoluogo di provincia per ogni alunno sono disponibili circa 8,5 metri quadrati di giardini scolastici», ma questa disponibilità non è equamente distribuita. Al Sud, la disponibilità di verde scolastico è decisamente minore rispetto al Nord.

La situazione italiana: una disparità che segue le diseguaglianze strutturali territoriali tra nord e sud

I dati sulla quantità di spazi esterni e giardini scolastici nelle varie zone d’Italia mostra come le disparità territoriali seguano la classica distinzione tra le aree più ricche del Paese, al Nord, e le regioni del Sud. Secondo le cifre elaborate da OpenPolis a settembre 2023, il Nord Italia ha una media di 11m2 per studente di verde scolastico. Al Centro lo stesso dato è  8,7m2, mentre al Sud soli 6m2: quasi la metà del Nord Italia.

Questa disparità è ancora più evidente se si considerano le singole città. Al Nord, le scuole nelle città del nord-est offrono fino a 12,5 metri quadrati di giardini scolastici per alunno, mentre nelle città del Mezzogiorno si scende a 5,3 metri quadrati per studente, con punte minime di meno di un metro quadrato in città come Messina, Trapani e Trani. D’altro canto, Verona, Carbonia, Como e Brescia sono tra i capoluoghi italiani che offrono maggiori spazi verdi, con oltre 20 metri quadrati per minore residente.

Questa differenza non è solo una questione di spazi disponibili, ma riflette anche un problema più ampio legato alle opportunità educative e alla qualità della vita nei vari contesti territoriali. Le scuole del Sud, oltre a disporre di meno giardini, affrontano spesso altre difficoltà strutturali, come la mancanza di mense scolastiche, asili nido e servizi di trasporto adeguati. La carenza di giardini scolastici si aggiunge così a un quadro di disuguaglianza educativa già preoccupante.

A cosa servono gli spazi verdi

I giardini e gli spazi verdi nelle scuole, oltre a migliorare l’ambiente scolastico, favoriscono il benessere fisico e mentale degli studenti, supportano lo sviluppo cognitivo e contribuiscono a ridurre lo stress. 

Trascorrere del tempo in natura ha dimostrato di portare numerosi benefici per la salute, come evidenziato da un paper intitolato Effect of nature prescriptions on cardiometabolic and mental health, and physical activity: a systematic review. In questo studio, ricercatori e ricercatrici hanno analizzato i risultati di altri 92 studi sugli effetti delle “prescrizioni naturali”: programmi organizzati da professionisti della salute o del sociale che incoraggiano le persone a trascorrere tempo in ambienti naturali per migliorare la loro salute fisica e mentale.

I risultati del paper dimostrano che le prescrizioni naturali hanno effetti significativi su diversi parametri di salute. Ad esempio, il contatto con la natura ha avuto un impatto rilevante sui sintomi della depressione e dell’ansia, confermando che trascorrere del tempo all’aperto può migliorare l’equilibrio emotivo e ridurre i disturbi legati allo stress. Inoltre, come sottolineano i ricercatori, gli interventi in natura hanno anche portato a una riduzione della pressione, evidenziando un altro chiaro beneficio per la salute. 

L’importanza degli spazi verdi cresce ancora di più se si considera che le fasce più giovani di popolazione oggi passano sempre meno tempo a contatto con la natura, specialmente nei luoghi più industrializzati. Secondo un’indagine Istat del 2017, il 93% dei bambini tra i 6 e i 10 anni guarda la TV quotidianamente, mentre il 44% trascorre più di due ore al giorno davanti a uno schermo, come evidenziato dal progetto “Okkio alla Salute” promosso dal Ministero della Salute. Questo stile di vita riduce drammaticamente il tempo che persone molto giovani dedicano al gioco all’aperto, con il raggio di allontanamento da casa che si è ridotto a un nono rispetto a 30 anni fa. Il contatto con la natura, essenziale per lo sviluppo fisico, psichico e sociale dei bambini, è sempre più limitato, e le conseguenze sono evidenti. 

In una dichiarazione rilasciata al WWF, il pediatra Giacomo Toffol, coordinatore del gruppo Ambiente&Salute dell’Associazione Culturale Pediatri, sottolinea che «le nostre città non sono progettate per i bambini. In media l’80% degli spazi pubblici urbani è occupato  dal traffico automobilistico, che ostacola la possibilità di movimento attivo dei bambini». E prosegue spiegando che «le uniche isole tutelate sono i parchi urbani, purtroppo insufficienti e spesso non curati. Tutti i bambini, e soprattutto quelli che vivono in condizioni sociali più svantaggiate, hanno però bisogno di un contatto costante con la natura per crescere in modo equilibrato. Tantissimi studi dimostrano che la disponibilità di spazi verdi nelle zone di residenza è fondamentale per garantire il loro benessere fisico, psichico e relazionale. Incrementare questa disponibilità significa quindi migliorare il benessere dei bambini».

Le Aule Natura

In questo contesto, aumentare la disponibilità di spazi verdi nelle scuole ha un ruolo fondamentale. Le “Aule Natura” sono un progetto lanciato da WWF Italia nel settembre 2020, con l’obiettivo di promuovere l’educazione ambientale nelle scuole italiane. 

Il progetto mira a realizzare oltre 70 Aule Natura entro il 2024, integrando l’apprendimento all’aperto con la natura. Questi spazi sono concepiti come veri e propri laboratori a cielo aperto, destinati a offrire agli studenti esperienze dirette con la biodiversità e i micro-habitat naturali, come stagni, siepi, orti didattici e giardini delle farfalle. Come si legge sul sito dell’organizzazione, le Aule Natura permettono di «osservare direttamente non solo le diverse forme di viventi, ma anche la relazione alla base delle reti ecologiche».

Il concetto alla base delle Aule Natura è quello di ripristinare e valorizzare il rapporto tra persone molto giovani e gli spazi verdi. Nella presentazione del progetto viene sottolineata l’importanza di educare le nuove generazioni in un ambiente naturale: il cortile scolastico, solitamente non utilizzato a fini educativi, può essere trasformato in uno spazio ludico, sociale e d’apprendimento. In questo modo, la natura diventa protagonista di un percorso didattico concreto, in cui le nuove generazioni possono sviluppare una sensibilità ambientale più profonda e consapevole. L’organizzazione sottolinea infatti che un approccio empatico dei bambini alla natura rappresenta «un primo passo verso un futuro atteggiamento consapevole e rispettoso verso le forme viventi e l’ambiente naturale».

Le Aule Natura possono essere realizzate in scuole che dispongono di uno spazio verde di almeno 80 metri quadrati, sufficienti a ospitare un gruppo classe di circa 25 studenti. Attualmente, sono state realizzate più di 70 Aule Natura su tutto il territorio italiano. WWF Italia si è inoltre impegnato a fornire un percorso di formazione dedicato ai docenti, in modo che possano integrare il metodo educativo dell’organizzazione nei programmi scolastici. Le scuole che desiderano candidarsi per la creazione di un’Aula Natura devono soddisfare determinati requisiti, tra cui la disponibilità di spazi adeguati e il sostegno del dirigente scolastico e delle autorità locali.

Il progetto non solo arricchisce l’offerta educativa delle scuole, ma si propone anche di avere un impatto positivo sul territorio, trasformando spazi inutilizzati o degradati in giardini didattici per la comunità locale.

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Sostieni Scomodo

Scegli un importo

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Articoli Correlati

🔹 Chi siamo

Questa attività è organizzata da Fondazione Poetica, sotto la guida del prof. Mauro Magatti dell’Università Cattolica di Milano, per Unhate Foundation e ha finalità esclusivamente di ricerca sociale.

🎯 Finalità della raccolta

Vogliamo ascoltare le opinioni dei giovani sui temi della ricerca, garantendo il rispetto della tua privacy.

🎙️ Modalità di trattamento dei dati

La tua voce verrà trascritta automaticamente. Un membro del nostro team verificherà e correggerà la trascrizione per eliminare ogni possibile riferimento personale.

Il file audio verrà cancellato subito dopo la trascrizione.

Conserveremo solo il testo anonimizzato della trascrizione, l’anno di nascita e la regione di residenza, che ti chiediamo terminata la registrazione degli audio.

📋 Quali dati trattiamo

Conserviamo solo dati anonimi. Il tuo audio viene trascritto e se menzioni luoghi o persone specifiche, queste informazioni vengono anonimizzate.

🛡️ Altre informazioni utili

I dati sono completamente anonimi: non sarà possibile modificarli o cancellarli dopo l’invio.

Conserveremo le trascrizioni solo per il tempo necessario alla ricerca, sempre in forma anonima.

📬 Contatti

Per domande o informazioni scrivi a Dario Pizzul, referente della ricerca a questo indirizzo: pizzul.dario@gmail.com