Cerca

Scuole e accademie nel mondo dell’arte – e non solo

Questo articolo parla di:

Spesso si crede che le scuole e le accademie d’arte siano luoghi che favoriscono la crescita della creatività dell’artista, senza confini di matrice produttiva. 

In realtà, anche questi luoghi di formazione non si sottraggono dalle logiche di mercato secondo le quali la misurabilità della performance e la sua spendibilità siano le due accezioni più rilevanti ed utili dell’esperienza artistica. 

Studenti e studentesse spesso affermano di riportare un grande senso di costrizione e di difficoltà e di non avere quello spazio sacro e necessario dedicato alla sperimentazione e alla conoscenza del sé, presupposto imprescindibile per essere degli artisti e delle artiste compiute. 

Dialogando con chi fa della formazione il suo lavoro e la sua missione, ovvero Antonella Bruzzese e Stefano Ponti, rispettivamente docenti del Politecnico e della NABA, la cosa che più manca nei percorsi dei giovani e delle giovani è il lusso di permettersi di cambiare rotta più volte nella ricerca della propria professionalità e identità. 

Perdere una sessione di laurea oggi significa perdere la possibilità di diventare qualcunə, di seguire un percorso lineare e di successo. L’ unica priorità, sembra, sia quella di non fallire mai. 

Schiacciati dal peso della performatività, anche corsi di Laurea che ad un primo sguardo potrebbero sembrare per disciplina più smarcati dalle logiche che guidano i corsi universitari italiani – dove si arriva a togliersi la vita per non essersi sentite e sentiti all’altezza – restano spazi più simili a gabbie che a tele bianche, pronte per accogliere la propria specificità. 

Oggi nel mondo della scuola c’è grande attenzione alla prestazione e al risultato. Il nuovo governo ha cambiato il nome del ministero, ora dell’istruzione e del merito, e da quest’anno il bonus cultura per i diciottenni lo riceverà solo chi ha preso il voto massimo all’esame di maturità. Poi ci sono le prove Invalsi, le certificazioni linguistiche e le attività formative facoltative, che mettono continuamente alla prova le capacità dei ragazzi. Alcuni licei, per selezionare i

nuovi iscritti, chiedono di superare un test e valutano la media dei voti in terza media. La maggior parte dei corsi universitari è a numero chiuso e nella selezione tengono in considerazione il punteggio della maturità.

Scegliere di affacciarsi al mondo dell’arte porta con sé la consapevolezza di dover sentirsi dire più che spesso «Quando ti troverai un lavoro vero?» perché è sentire comune quello di associare l’arte al non fare – o al fare poco – sedendosi sugli allori dell’ispirazione. Il primo passo, dunque, per modificare la percezione del lavoro artistico è smettere di credere al pregiudizio che vede la fatica artistica (composta più di altre di momenti dedicati alla decantazione del sentire e di attese) come un non fare ma, invece, di valorizzare il più possibile il percorso poco lineare e frastagliato del mondo dell’arte in quanto puo’ conferire maggiore significato e consapevolezza anche ad altre tipologie di percorsi. I processi di apprendimento si basano sulla maniera con cui accogliamo il cambiamento e l’arte in questo puo’ essere una grande consigliera.

di AuroraDeToffoli (Aurora De Toffoli)

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Sostieni Scomodo

Scegli un importo

Articoli Correlati