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La sanità italiana è inaccessibile per gli studenti extra-UE

Come gli studenti internazionali vengono penalizzati dalla legge di bilancio

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Elena – che ha preferito non divulgare il suo cognome – è una studentessa russa che vive in Italia dal 2021 e studia moda. Come tutti gli studenti extra-Ue, per poter accedere alla sanità pubblica ora deve versare una quota forfettaria di 700 euro invece dei 149,77 previsti per il 2023 e per tutti gli anni precedenti. Dati i costi elevati e l’estrema difficoltà nell’ottenere la tessera sanitaria, molti ricorrono all’assicurazione sanitaria privata invece che a quella nazionale. 

In un’intervista a Scomodo, Elena ci racconta: «Ho deciso di tornare in Russia e fare tutti gli esami e le analisi qui» perché non riusciva a pagare la cifra richiesta dallo stato italiano per l’iscrizione al Ssn. La sua decisione è stata dettata dal fatto che l’assicurazione nazionale per cui aveva pagato le avrebbe garantito la copertura sanitaria fino al 31 marzo, data a partire dalla quale avrebbe perso lo status da studentessa e quindi il diritto all’assicurazione nazionale, pagando quindi 700 euro per tre mesi. 

Il suo non è un caso isolato. La nuova legge di bilancio contraddistingue coloro che devono iscriversi obbligatoriamente al ssn da chi invece ha diritto all’iscrizione volontaria, in cui rientrano in particolare gli studenti e i ragazzi collocati alla pari. Da questa distinzione viene stabilita poi la quota che ogni straniero extra Ue deve pagare. Entrando nello specifico, gli aggiornamenti riguardano i costi per gli stranieri che vogliono iscriversi  al Ssn, a cui vengono aggiunte le condizioni secondo le quali il contributo forfettario da versare per gli stranieri è di 2000 euro; e che non deve essere inferiore a 700 per gli studenti con permesso di soggiorno. Per alcuni studenti provenienti da Paesi extra-UE, questo può essere un ostacolo non indifferente.

La situazione degli studenti dopo la legge di bilancio

Studenti, dottorandi e ricercatori adesso dovranno pagare più soldi per iscriversi al Ssn. Una spesa che si va aggiungere a tutti gli altri costi necessari per studiare nel nostro Paese, a partire dall’alloggio. Per alcune persone, questo vuol dire rendere lo studio al limite dell’insostenibile. Elena, per i primi due anni trascorsi in Italia ha dovuto pagare una assicurazione privata, fino a quando nell’agosto del 2023 un suo conoscente non l’ha aiutata ad ottenere la tessera sanitaria. A quel punto, dopo averla ottenuta, si è trasferita a Verona nel dicembre del 2023, solo per scoprire che le norme variano da regione a regione. Allora la norma riguardante la variazione della quota per l’iscrizione al SSN era già entrata in vigore, così ha deciso che le sarebbe convenuto tornare in Russia: pagare 700 euro sarebbe stato troppo sconveniente. Un’altra studentessa russa che preferisce rimanere anonima, ha fatto presente come la parte amministrativa non sia trasparente e di difficile accessibilità. In generale, gli studenti e le studentesse intervistate da Scomodo, provenienti da Russia, Cina, Turchia e altri paesi, hanno sottolineato che per informarsi riguardo alla copertura sanitaria necessaria e alle misure da adottare fanno riferimento a gruppi di connazionali sui social network. Spesso infatti gli uffici di riferimento italiani non sono d’aiuto perché forniscono informazioni contrastanti e imprecise. Uno studente kazako ci ha raccontato che un ufficio di competenza gli ha addirittura rinnovato l’assicurazione sanitaria per il 2024 senza comunicargli che la copertura sarebbe stata garantita fino a fine marzo, e che ci sarebbe stato un aumento a partire da quella data, cosa da lui scoperta tramite un gruppo di studenti internazionali.  

L’aumento della quota di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale non ha lasciato indifferenti i diretti interessati e neppure gli addetti al settore sanitario. A muoversi per prime sono state appunto alcune associazioni sindacali, come la Cgil e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, citando l’articolo 32 della Costituzione ha voluto precisare come le cure debbano essere gratuite per i nullatenenti e come la norma faccia riferimento all’individuo e non al cittadino. Una studentessa russa specializzata in giurisprudenza, che preferisce rimanere anonima, ha ribadito: «Alzare il prezzo più del triplo viola la legge dell’uguaglianza e del diritto alla salute». 

 

Iscrizione volontaria, ma obbligatoria

Nonostante per gli studenti l’iscrizione al servizio sanitario nazionale sia volontaria, la realtà dei fatti è diversa: infatti, la legislazione italiana prevede la necessità di una copertura sanitaria per poter avere un permesso di soggiorno per motivi di studio. Ma per poter richiedere l’assicurazione sanitaria nazionale in Italia, è necessario possedere un permesso di soggiorno. Per risolvere questo controsenso, spesso gli studenti extra-europei si affidano ad una copertura sanitaria privata, un’alternativa che viene proposta anche sui siti stessi delle università italiane.

Mettiamoci nei panni di uno studente internazionale extra-europeo. All’arrivo in Italia, devo provare di avere una copertura sanitaria per tutta la durata del mio permesso di soggiorno (che per gli studenti è di massimo un anno). L’inizio dell’anno accademico è normalmente a settembre, e l’assicurazione sanitaria nazionale prevede una copertura per la durata dell’anno solare a partire dalla data di pagamento. Quindi, chi paga per l’assicurazione sanitaria nazionale a settembre sarà solo coperto fino a dicembre dello stesso anno. Di conseguenza, come studente extra-UE, cerco un’alternativa. Non mi conviene comprare un’assicurazione che mi tutelerà solo fino a dicembre, a maggior ragione se il costo di tale assicurazione è di 700 euro. Molti studenti internazionali extra-europei intervistati da Scomodo, infatti, hanno cambiato idea proprio in seguito all’aumento di costi. Rana, una studentessa turca di Digital Humanities, ci dice: «Stavo pensando di fare la tessera sanitaria ma quando ho saputo dell’aumento di prezzo ho cambiato idea, perché al momento è più conveniente tornare in Turchia, fare tutto lì e poi tornare di nuovo in Italia». 

 Infatti, non solo l’assicurazione privata è meno cara, ma inoltre la stipula di questo contratto è meno macchinosa e più immediata. In generale, però, l’assicurazione privata non permette gli stessi privilegi dell’assicurazione nazionale: scegliendo premi assicurativi molto bassi per poter risparmiare soldi, spesso gli studenti non hanno accesso alle cure mediche di base se non per stati emergenziali. Spesso, tra l’altro, le assicurazioni private non sono riconosciute dalla questura per la richiesta del permesso di soggiorno, ed è capitato che le alcune polizze assicurative siano state rifiutate dalla questura come copertura sanitaria valida per richiedere il permesso di soggiorno. 

Ludi, una studentessa cinese, ci racconta che questi rifiuti avvengono a discrezione del personale presente in questura, in quanto non esiste una lista chiara e accessibile di assicurazioni accettate per fare la richiesta del permesso di soggiorno. Inoltre, l’importanza dell’assicurazione nazionale e della tessera sanitaria è tale per cui spesso chi non la possiede va incontro ad ulteriori problematiche, pur avendo una copertura sanitaria valida. Una studentessa russa che preferisce rimanere anonima, dichiara di non esser riuscita ad aprire il conto corrente perché non possedeva la tessera sanitaria, pur avendo un codice fiscale. Un’altra studentessa turca racconta di aver avuto problemi nel prenotare degli esami del sangue perché il centro delle prenotazioni non l’avrebbe trovata nel sistema in quanto lei non possedeva una tessera sanitaria. Questo è il motivo per il quale, prima della pubblicazione della legge di bilancio 2024, molti studenti avevano pensato di richiedere l’assicurazione sanitaria nazionale per ottenere la tessera sanitaria e un medico di base. Ma non è così facile ottenerla: «È da tre anni che vivo in Italia e non sono ancora riuscita ad ottenere la tessera sanitaria», afferma Elena.

Conclusione

Questa manovra, quindi, oltre a sottolineare la scarsa organizzazione e trasparenza dei sistemi amministrativi italiani, impedisce l’integrazione completa degli studenti internazionali nel nostro paese: infatti, spesso questi sono costretti a tornare in patria per accedere alle cure, e durante la loro permanenza in Italia accettano polizze assicurative di scarsa copertura per ragioni economiche.

In generale, le assicurazioni come alternativa al servizio sanitario nazionale sono frutto di una tendenza che nel nostro paese va avanti da anni, e non certo solo tra i cittadini extra-europei: la privatizzazione della sanità. Infatti, se è vero che il governo ha scelto di aumentare il budget per la sanità pubblica nel 2024, è anche vero questa legge di bilancio ha reso estremamente più convenienti le assicurazioni private rispetto all’assicurazione sanitaria nazionale anche per gli studenti internazionali. Secondo il rapporto OASI 2023 (Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano), gli ultimi dati disponibili risalenti al 2021 dimostrano che il 50% delle visite ambulatoriali e il 33% degli accertamenti diagnostici ambulatoriali sono pagati privatamente. 

Non solo, ma negli ultimi anni il numero di iscritti ai fondi sanitari integrativi è aumentato di circa 12 milioni sul suolo italiano. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, questi fondi sono diventati strumenti di privatizzazione e sostitutivi della sanità pubblica a causa della scarsa regolamentazione e trasparenza. Infatti, il rischio è che diventino “prevalentemente sostitutivi di prestazioni già incluse nei livelli essenziali di assistenza”. In questo contesto, la scelta di rendere le assicurazioni private più accessibili rispetto al sistema sanitario nazionale mostra non solo la mancanza di volontà di integrazione degli studenti internazionali, che rappresentano una potenziale risorsa, ma anche una vittoria delle compagnie assicurative che prendono il posto della sanità nazionale.

di Lucia Bertoldini (Lucia Bertoldini),Sara Rocca (Sara Rocca),giuliobarto15@gmail.com (Giulio Bartolini)

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