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Ricostruire il mondo

La nuova mostra di Visioni Parallele Creative Studio è la manifestazione di una ricerca capace di raccontare il complesso rapporto tra l’essere umano e il contemporaneo digitale.

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È possibile costruire una mostra che funga archivio di tutti i differenti linguaggi, tutte le molteplici realtà prodotti negli ultimi anni dall’interazione tra uomo e mondo digitale? È quello che abbiamo provato a scoprire visitando la mostra Archivio Contemporaneo Exhibition, ideata e prodotta da Visioni Parallele Creative Studio e situata all’interno del Mattatoio.

Spostandoci dal sole del tardo pomeriggio di Testaccio alla penombra della prima sala, si ha già la sensazione di calarsi in una dimensione differente. Sulla parete sinistra è presente un grande pannello informativo che spiega l’idea alla base della mostra e la sua struttura: un progetto ibrido nato dalla necessità di raccontare alcuni tra i fenomeni contemporanei più interessanti, la cui genesi va individuata in una ricerca che oscilla tra scenari ipertecnologici, nostalgia, pratiche online, new media e sistemi generativi.

 

Ogni prospettiva viene esplorata tramite varie installazioni disseminate tra i diversi “immaginari” di cui si compone lo spazio espositivo: varcata una pesante tenda verde, entriamo — letteralmente — dentro le prime due opere, facenti parte del macrogruppo “Me, my screen and I”. L’idea è rappresentare materialmente la facilità, la rapidità e l’interconnessione con cui le immagini all’interno di internet possono circolare, trasformarsi e assumere nuovi significati. A sinistra possiamo entrare in un piccolo campeggio, “Internet Camping”, costruito come fosse ambientato nel prato dello storico sfondo di Windows XP e dove troviamo alcuni utensili in stile Minecraft. Su un tavolo al centro un piccolo televisore riproduce un video. A destra c’è la seconda room che ancora maggiormente incarna la riflessione sulla circolazione delle immagini in rete: sulle pareti laterali c’è un flusso di immagini ognuna associata alla successiva dal punto di vista grafico, così che ogni cosa può trasformarsi in qualsiasi altra e da qualsiasi punto si può arrivare ovunque. Al centro c’è invece una parete ricoperta da una serie di meme tratti dalla pagina social “Affirmations”, il cui creatore ha partecipato alla realizzazione dell’installazione stessa. L’ultimo meme, che consiste appunto nell’affermazione “wealth and progress surround me daily”, è invece inciso su un supporto piuttosto innovativo: una lapide. 

 

Andando avanti, nella grande sala centrale troviamo l’installazione cardine di questa mostra: “ARC — A dataset of everything”. L’azione a cui è ispirata l’opera è lo scrolling, in particolare quello scrolling che facciamo a fine giornata, a letto, prima di metterci a dormire. Davanti a noi è infatti posizionato un enorme schermo a mo’ di pedana, su cui perciò si può salire, sul quale vediamo delle immagini che lentamente scorrono in avanti, andando appunto a simulare il movimento ascendente dei post nella home di un qualsiasi profilo Instagram. Trovarsi a camminare sopra questa concatenazione di immagini, determinata anche tramite algoritmi di intelligenza artificiale, restituisce la sensazione di trovarsi fisicamente nel flusso di informazioni che animano le nostre bacheche social. L’idea alla base dell’opera è proprio indagare come il nostro modo di fruire i social, e internet in generale, influenzi il modo con cui il nostro cervello entra in contatto con le immagini e le elabora, soprattutto al livello più inconscio e profondo, come quando stiamo dormendo o stiamo per addormentarci. Proprio l’algoritmo di ARC, che trasforma un vasto corpus di testi e immagini accuratamente categorizzati in questo fiume di stimolazioni visive, pone in maniera provocatoria interrogativi sull’abilità dei sistemi tecnologici di interpretare e comprendere la complessità delle emozioni umane, sollevando questioni pertinenti alla rappresentazione della psiche umana e alla costruzione di esperienze affettive corali.

La seconda parte della mostra è intitolata Metaspace ed è dedicata alla Virtual Reality, concepita come dimensione ideale per allontanarci dal sovraccarico informatico e da un presente distratto, per creare nuove condizioni di immersività. Al centro c’è il concetto di esperienza, ci troviamo infatti in un’area dedicata a installazioni con visori VR che ci proiettano in immaginari pluridimensionali, trasportandoci in una dimensione intima e ovattata: uno spazio vuoto e proprio per questo ricco di infinite possibilità.

Metaspace virtual exhibition” di Jackson Kaki ci apre le porte di un’ulteriore area espositiva, prolungando la mostra e potenziandola con uno spazio invisibile dove possiamo sentirci gli unici visitatori, muoverci tra le opere in una dimensione che sgretola il confine tra vita e simulazione.

Intersubjectivity” di God Scorpion ci dà modo di sperimentare un altro tipo di realtà estesa, proponendoci un viaggio lontano dal luogo in cui fisicamente ci troviamo, in un mondo immaginario ma possibile su coordinate differenti di tempo e spazio. Questo ci porta nel reality shifting, una tensione alla creazione di nuovi mondi unita al desiderio di abitarli.

L’ultima parte del percorso è dedicata al Third Self: una sorta di avatar che porta il visitatore a un dialogo con se stesso. Ci troviamo in una realtà ibrida dove diventa necessario interrogarsi sul concetto di identità e soggettività, attraverso la sovrapposizione di un ritratto digitale e del riflesso fisico del soggetto che si replica in ogni direzione.

Nel dettaglio in mostra potete trovare le opere di: Lorem, Lorenza Liguori & Daniele Polacco, Affirmations, Sara Sadik, CD Masterizzato, Jackson Kaki, God Scorpion, NYU, The Circumstances (Nic Paranoia e Giorgio Cassano) e STUDIOCROMATO. 

Il venerdì e il sabato la mostra è aperta fino a mezzanotte e la parte finale dell’esposizione diventa teatro di incontri e workshop tenuti da artisti e esperti della cultura digitale. Al termine della nostra visita abbiamo avuto l’opportunità di seguire una AI lecture con Nic Paranoia, artista presente in mostra. Nic Paranoia, classe 1998, approccia fin da giovanissimo all’Intelligenza Artificiale, studiandone l’utilizzo nei contesti più svariati: riviste, video musicali, spot pubblicitari. Trascorre un periodo della sua vita a Berlino lavorando con Slam X, un gruppo di creativi che utilizza l’intelligenza artificiale nell’ambito della comunicazione. Durante il suo workshop scopriamo alcuni dei segreti che si nascondono dietro la prompt art: la necessità di dare informazioni dettagliate non solo sul soggetto che vogliamo che l’AI generi per noi, ma anche sul punto di vista, sull’ambientazione e sullo stile, fornendo allo strumento un comando testuale chiaro e reference grafiche a cui appoggiarsi. Il processo creativo non cambia ma cambia il metodo, le influenze esterne si fondono a creare lo stile personale dell’AI artist. Ne risulta un quadro in cui le nuove tecnologie digitali dialogano con l’espressione artistica dell’essere umano senza minacciarne l’unicità e l’integrità, ma ponendosi come strumento per ampliare il proprio orizzonte creativo. L’incontro con Nic Paraonia è solo uno dei diversi incontri organizzati per accompagnare l’esposizione; il programma è riportato di seguito. Proprio dando ai visitatori la possibilità di integrare l’esperienza della mostra con la partecipazione a talk ed eventi, Visioni Parallele Creative Studio ha reso Archivio Contemporaneo un ibrido ben riuscito tra un database e un laboratorio concettuale e visivo in cui poter riflettere e realizzare nuove prospettive e ricostruzioni del mondo.

I prossimi appuntamenti: 

✶ 26 APRILE ✶
Night exhibition
✶ 27 APRILE ✶ AC Night Exhibition | 19:30 - 23:30 CRUDO pres. A/V live | LOREM A/V live | Deepho & Talpah w/ Giorgio Cassano
✶ 3 MAGGIO ✶
AC Night Exhibition | 19:30 - 23:30 Talk con Emilia Garito e Francesco Dobrovich Talk con Umanesimo Artificiale (Filippo Rosati), COEVAL (Donald Gjoka) e Vittorio Maria Dal Maso VEGA (Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi) pres. EMEMO Screening Michele Rizzo pres. REST Screening Live performance (Italian Premiere) Rooy Charlie Lana (Transghost) - _Nei porno non piove. Studio version _
✶ 4 MAGGIO ✶
AC Night Exhibition | 21:00 - 23:30 CRUDO pres. A/V live | 9DEN Visual by Christian Kondic & More TBA
✶ 10 MAGGIO ✶
AC Night Exhibition | 19:30 - 23:30 Inactual pres. Medial Disorders. Approcci tra editoria sperimentale e teoria critica Talk con Christian Nirvana Damato, Giovanni Russo e Daniele Falchi Live performance | Border
✶ 11 MAGGIO ✶
AC Night Exhibition | 21:00 - 23:30 CRUDO pres. Onironautica Live performance | Ludovica De Santis Live performance | Francesca Heart A/V live | MONO NO AWARE con Vincenzo Pizzi & Jackson Kaki

di Leonardo Ciucci (Leonardo Ciucci),Amelia Maria Rita Stoduto (Amelia Maria Rita Stoduto)

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