Un caleidoscopio di luce, la scienza che si fa opera

Il Museo della Luce in Via d’Aracoeli 6 ha aperto da pochissimo le porte sul suo percorso immersivo tra luci, ombre e colori. Un viaggio personale in cui la scienza diventa incanto a supporto dell’arte, e dove non ci si può fidare di nessuna prospettiva…

 

Secondo la rivoluzionaria ipotesi di De Broglie la luce è una “sostanza” di natura duplice: in parte fotone, quanto di energia immateriale che viaggia alla velocità limite in natura, e in parte materia. Questo dualismo è ciò che le permette di essere così speciale, di farci vedere il cielo del passato e colorare il mondo nel presente. Nell’antichità la luce era oggetto di adorazione: dal  dio del sole Ra per gli antichi Egizi, Elio-Apollo  per i greci ed i romani, fino ai primi tentativi di interpretarla per la sua natura “concreta”, già tra i greci ma soprattutto nel Rinascimento, non ha mai smesso di  affascinare l’essere umano. In seguito la luce è stata studiata a lungo come fenomeno scientifico, esperimenti su esperimenti per capirne il funzionamento, il comportamento ondulatorio e l’uso che se ne può fare. Ma una volta che la scienza ha sviscerato la realtà che ci circonda e ha prodotto conoscenza, arrivano gli artisti, arrivano i creativi che dalla decostruzione rimettono insieme pezzi per fare arte. E quindi nasce la macchina fotografica, nasce il cinema, nascono opere uniche nel loro genere che trasformano formule in magia. In una società come quella attuale in cui la “scienza” in senso ampio permea la nostra quotidianità, gli strumenti che utilizziamo e le applicazioni che ne facciamo, il velo che divide l’universo scientifico e quello artistico si assottiglia sempre di più. Da Leonardo che studiava la prospettiva per poter dipingere quadri perfetti solo se visti da specifici punti di vista, si arriva oggi a creazioni che sfruttano la diffrazione, la rifrazione, la parallasse, la polarizzazione. Il neo-inaugurato Museo della Luce in Via d’Aracoeli 6 a Roma, ha ideato un percorso immersivo che si basa proprio sulla luce nel suo dualismo onda-particella  e allo stesso tempo  fonte artistica, uno sdoppiamento continuo di punti di vista, colori e forme che ti raccontano della realtà che ci circonda da un punto di vista nuovo e allo stesso tempo sorprendentemente antico. 

 

Camminando trascinati dalla curiosità ci si interfaccia con opere che in un primo momento profumano quasi d’incanto e di fantasia ma che lentamente si svelano nella loro concretezza e completezza. Esiste ormai da tempo il classico museo della scienza in cui la luce, il colore, il suono e così via vengono presentati secondo le loro rigorose leggi fisiche e proprietà specifiche, un approccio che a volte può risultare pesante e respingente o non totalmente avvolgente. Il Museo della Luce permette invece un viaggio adatto a tutti, grandi e piccoli, e fruibile in modi diversi, in base all’interesse dell’occhio di chi guarda. Si può scegliere di rimanere meravigliati dall’incantesimo oppure indagare sul perché, per capire il “trucco del mago”. La libertà del cammino permette una personalizzazione del progetto museale che fonde i binari delle scienze e dell’umanesimo in un dialogo autonomo tra l’interlocutore e il creatore.