N°58
Tematica del nucleo: Territori
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Il nostro lavoro sulla turistificazione in Italia ha dovuto tenere in considerazione un fattore fondamentale: i social. Infatti, una svolta importante nella promozione delle mete turistiche e nella scelta di queste ultime da parte dei visitatori è stata data dai social e dagli influencers: il postare foto e video è diventata la strategia di marketing più efficace per i gestori e secondo Blogmeter l’82% delle persone afferma di essere condizionato nel selezionare le destinazioni per le vacanze da quanto queste siano “instagrammabili”. Si va sempre di più verso l’affermazione di un turismo egocentrico, nel quale il viaggio e il posto in cui ci si trova altro non sono che strumenti di validazione e promozione di se stessi. La dinamica alla base è strettamente conformistica: cercando su Instagram le foto geolocalizzate in determinati luoghi (città ma anche mete costiere) ci si trova davanti a scatti tutti uguali, come se la meta in questione fosse una casella da spuntare per essere inclusi.
Tra i trend social che stanno contribuendo al mito dell’estate italiana, si sta imponendo su tutti gli altri quello della “vita lenta”. Il trend si concentra su dettagli che raccontano la quiete che si ritrova solitamente nelle piccole località: gesti quotidiani come giocare a carte, stendere il bucato al sole o mangiare un gelato. Si tratta di contenuti che non mostrano affatto la realtà della vita spesso noiosa e tutt’altro che Instagram-friendly di tanti paesini fuori dai circuiti turistici; ma che ci forniscono e ci spingono a ricercare una versione “confezionata” della vita lenta: luoghi dove l’immagine di una vita senza tempo è costruita ad arte in maniera esteticamente appagante e spesso meno autentica di quanto si voglia farla apparire.
Nelle seguenti slide abbiamo legato ai paragrafi delle diverse Regioni i contenuti social più cliccati, per dimostrare quanto il racconto online influenzi la percezione della realtà.
Inizia la lettura del Nucleo Mare Nostrum a pagina 60 della rivista.
Ci rivediamo qui quando troverai il simbolo
L'overtourism ha colpito la Campania, trasformando quella che una volta era una tranquilla destinazione turistica in una delle aree più congestionate e stressate d'Italia. Le pittoresche città di Amalfi, Positano e Ravello della Costiera Amalfitana attirano milioni di visitatori ogni anno, molti dei quali arrivano durante la stagione estiva, causando gravi problemi di traffico, inquinamento e aumento dei costi della vita per i residenti locali. Le strette strade costiere, progettate secoli fa per un traffico molto limitato, diventano spesso bloccate da autobus turistici e auto a noleggio, rendendo difficoltosi gli spostamenti sia per i turisti che per i residenti. Questo congestionamento ha portato a un deterioramento della qualità della vita locale, con aumenti dei tempi di percorrenza e difficoltà nell'accesso ai servizi essenziali. Inoltre, la pressione turistica ha causato un aumento vertiginoso dei prezzi degli immobili, spingendo molti residenti a vendere le loro case per trasferirsi altrove. I negozi locali e i ristoranti tendono a rivolgersi sempre più ai turisti, con un'offerta commerciale che spesso non risponde più alle esigenze della popolazione residente. Il turismo di massa ha anche un impatto significativo sull'ambiente, con un aumento dei rifiuti e un utilizzo non sostenibile delle risorse naturali. La delicatezza dell'ecosistema costiero è messa a dura prova dalla presenza di un numero eccessivo di visitatori, con conseguenze negative sulla flora e fauna locali.
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In Mare Nostrum abbiamo usato come caso studio quello della costa orientale. La zona comprende città come Taormina, Siracusa e Catania. Queste destinazioni, rinomate per la loro bellezza naturale e il patrimonio storico-culturale, attirano ogni anno milioni di turisti, portando con sé numerosi problemi legati al sovraffollamento e alla mancanza di infrastrutture adeguate per gestire i turisti. Anche qui, così come nelle altre regioni, si ripropongono i problemi base già visti in Campania, portando a uno sfruttamento eccessivo del territorio.
Ci rivediamo qui a pagina 70, troverai il simbolo
La Puglia ripresenta anche qui le stesse problematiche già viste, ma con la differenza che mentre il turismo italiano si è sviluppato negli anni ‘70, la Puglia diventa metà turistica d’elezione solo di recente, intorno agli anni ‘90 e al 2000. Rimasta quindi incontaminata e selvaggia, la Puglia conserva – più delle altre – lo spirito “antico” tanto cercato dai turisti e tanto osannato negli articoli del New York Times. La Puglia, con particolare rilevanza nelle sue affascinanti località costiere come Polignano a Mare, Ostuni, e la penisola salentina è rinomata per la sua bellezza naturale, le spiagge cristalline e i borghi storici.
Ci rivediamo tra quattro pagine, troverai il simbolo
La Liguria è celebrata sui social, soprattutto da quando è stato proiettato nei cinema nel 2021 il film della Pixar intitolato “Luca”. Il cartone ha un’estetica che ricalca l’ideale pittoresco di una città costiera italiana e diventa sullo schermo il feticcio per eccellenza dell’immaginario americano delle Cinque Terre. Le strade strette e le ripide scalinate delle Cinque Terre diventano spesso affollate, creando problemi di congestione e limitando la mobilità per i residenti. L'afflusso massiccio di turisti mette sotto pressione le infrastrutture locali, dai trasporti pubblici ai servizi sanitari, rendendo difficoltosa la gestione quotidiana della vita locale. Il turismo di massa ha anche portato a un aumento dei prezzi degli immobili e dei beni di consumo, rendendo sempre più difficile per i residenti mantenere un tenore di vita sostenibile. Molti negozi e ristoranti si sono adattati per soddisfare le esigenze dei turisti, a discapito delle tradizioni locali e delle necessità della popolazione residente. L'impatto ambientale è significativo: l'erosione dei sentieri costieri, l'inquinamento e l'aumento dei rifiuti sono solo alcuni dei problemi causati dal sovraffollamento. La delicatezza dell'ecosistema locale, con la sua flora e fauna uniche, è messa a rischio dalla presenza continua e numerosa di visitatori.
Se da una parte c’è chi ricerca la “vita lenta” come vanto per i social, c’è chi al contrario ha scelto di vivere in località che si allontanassero dal marasma delle città o semplicemente chi è nato in un contesto incontaminato. Questi ultimi oggigiorno sono vittime delle ondate di turisti che spesso non hanno rispetto e discrezione nei confronti del luogo e dei cittadini stessi, risultando per lo più pretenziosi. Forse l’iperbole di questo scenario è proprio innalzare il concetto di “vita lenta” a bene immateriale da proteggere. Limitazioni e regole che riattribuiscano ai luoghi il proprio carattere intrinseco: il silenzio prende il posto della voce meccanica di una guida turistica, castelli di sabbia precari si oppongono a strati di cementificazione di hotel 5 stelle e i piatti locali riacquistano territorialità a dispetto delle proposte social – come carbonara o pizza – spacciate per tipiche in tutta Italia.
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