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La ricostruzione giusta post-disastri

Il ruolo della società civile nella ricostruzione giusta secondo ActionAid

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In seguito all’alluvione registrata a maggio nel triangolo emiliano delle città di Ravenna, Forlì e Cesena, hanno perso la vita cinque persone e 35 mila sono rimaste senza casa. I danni stimati sono di svariati miliardi di euro. Il governo ha quindi stanziato fondi per finanziare le ricostruzioni e aiutare la popolazione colpita, attraverso un decreto legge. Entrato in vigore dal 6 luglio 2023, l’esecutivo ha istituito un «Fondo per  la  ricostruzione  del  territorio delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche» dal valore di 2,5 miliardi di euro, che saranno ripartiti in diverse tranche tra il 2023 e il 2025. A questo si aggiungono diverse misure e fondi realizzati in un precedente decreto, arrivando a un totale di 4,3 miliardi di euro secondo i calcoli di Pagella Politica

Il governo, quasi un mese e mezzo dopo il disastro, ha nominato Figliuolo come commissario per l’emergenza in Emilia. In un’audizione di fronte alla Commissione Ambiente della Camera, Figliuolo ha parlato di «un lavoro che dovrà essere svolto in sinergia con il territorio» e, qualche tempo dopo, ha nominato i governatori Stefano Bonaccini, Eugenio Giani, Francesco Acquaroli come sub-commissari. 

Nonostante le buone intenzioni, però, il caso dell’Emilia Romagna sta mostrando nuovamente le difficoltà legate ai processi di ricostruzione. Repubblica, in un articolo del 6 agosto, parla di ritardi burocratici, soldi stanziati e mai spesi, scontri di competenze. Una problematica a cui l’Italia sarà sempre più esposta nei prossimi anni a causa degli straordinari fenomeni meteorologici che colpiscono il Paese, già fragile.

Su questo tema ActionAid porta avanti da anni la campagna «Sicuri per Davvero», in collaborazione con organizzazione della società civile, movimenti e comitati locali per la promozione di una politica di dialogo ed integrazione delle comunità locali nel processo di ricostruzione.

L’iniziativa promulgata da ActionAid risponde ad un fenomeno di disastri che attraversano la penisola italiana da anni – sul sito della campagna, la prima catastrofe naturale citata è quella del terremoto dell’Aquila del 2009. Uno degli obiettivi è quello di far varare al Governo uno strumento normativo unico che monitori i rischi e dia linee guida sulla ricostruzione riguardo le modalità e la tempistica, oltre ad identificare i ruoli e le modalità di assicurazione per la partecipazione dei cittadini nell’iter di ricostruzione. È entrando in contatto con le comunità vittime di eventi sismici che l’organizzazione italiana perlustra il territorio, facendosi guidare dal racconto degli abitanti che lo animano. 

Inoltre, come spiega Rainer Maria Baratti, collaboratore di ActionAid, «avvicinarsi alla società civile permette di capire anche cosa non sta funzionando in termini di tempistica e di strumenti utilizzati nell’iter di ricostruzione. Insomma, chi meglio sa cosa sta vivendo un territorio». E insiste sottolineando che «è emerso il timore di essere dimenticati una volta spento il clamore. Appena succede l’evento se ne parla molto sui giornali, tempo qualche mese e si rischia di dimenticare le vite dei territori e dei problemi che tutt’oggi ci sono».

Il racconto dell’esperienza delle persone fa dunque da protagonista durante la dinamica di ricostruzione, durante la quale l’approfondimento delle domande dei singoli e l’ascolto dei loro giudizi sta alla base della programmazione di costruzione coattiva. 

ActionAid ha indirizzato svariate sollecitazioni a partire da inizio 2023 al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, e al dipartimento Casa Italia – progetto adottato durante il Governo Renzi nel marzo del 2017 per la promozione della sicurezza in caso di calamità naturali –  chiedendo l’approvazione di un disegno di legge delega, ovvero di una norma regolatrice delle ricostruzioni successive ad eventi di calamità naturale che possa essere adoperabile anche per futuri eventi di stesso genere. 

Le pressioni si sono tradotte in diverse azioni di mobilitazione che hanno portato ad un incontro col Ministro Musumeci, a cui è stato consegnato il documento con le linee guida sul tema ideate dall’associazione. In seguito all’incontro, ActionAid sperava e credeva che il disegno di legge sulle ricostruzioni sarebbe stato formulato secondo una consultazione aperta al pubblico ed in particolare alle organizzazioni della società civile, in modo da condividere le proprie conoscenze sul tema.

Consultazione che però non c’è mai stata. Il 27 giugno 2023 il Ministro ha presentato una bozza preliminare del disegno di legge riguardo il tema delle ricostruzioni al Consiglio dei Ministri, ancora non presentato in Parlamento. 

Cosa vuol dire "ricostruzione giusta"

Nel documento delle linee guida seguite da ActionAid viene descritto il metodo sperimentale adottato dall’organizzazione per garantire una ricostruzione giusta. L’idea è quella di affiancarsi alle comunità, ricche di un bagaglio esperienziale che può fornire informazioni utili per la ricostruzione. Un processo in cui vengono ascoltate le testimonianze delle vittime dei disastri, per fare in modo che le istituzioni ascoltino le esigenze delle comunità territoriali. 

Proprio questo aspetto viene sottolineato nel documento, dove si legge : «Attraverso la campagna #SicuriPerDavvero, ActionAid ha voluto sperimentare questo metodo con un più innovativo approccio bottom-up, avviando il percorso in modo sinergico ma indipendente dalle Istituzioni pubbliche e strutturandolo sulle esigenze delle comunità». 

«Il tema della ricostruzione giusta è un prisma che viene visto da più punti di vista. Sostanzialmente, il fulcro è quello dell’accountability sociale che è quello di ricostruire insieme e farlo in maniera trasparente senza creare nuove disuguaglianze», spiega Baratti. L’accountability sociale è una delle parole chiave che l’organizzazione pone come capostipite della sua campagna, insieme a quello di ‘principio di dialogo multilivello’ e ‘risposta dal basso’. 

Vedendo l’iter che ha seguito finora il codice delle ricostruzioni, è lecito chiedersi quanto di tutto questo sia stato effettivamente recepito dal governo e quale sarà la sua risposta nei prossimi mesi.

La campagna Sicuri per Davvero è aperta ad altre realtà e anche i singoli possono supportare le iniziative che vengono portate avanti

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