La residenza che trasforma la città

Kino Guarimba – un programma di formazione cinematografica internazionale, che viene svolto sotto forma di residenza artistica di dodici giorni proprio ad Amantea, incastonata sulla selvaggia costa calabra. Il progetto ha l’obiettivo di creare una comunità multiculturale, composta dai partecipanti, la squadra e le persone che vivono ad Amantea, esplorando insieme la cultura locale e promuovendone le tradizioni e le bellezze naturali e architettoniche. Abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla decima edizione di Kino.

Questo articolo parla di:

Può il cinema cambiare la vita di qualcuno? Ad Amantea sì.

È qui che è nata La Guarimba. Si tratta di un’associazione culturale e di un festival internazionale di cinema che si svolge annualmente e che proietta cortometraggi da tutto il mondo. L’operato da loro attuato è fondamentale: la cittadina aveva visto la chiusura di tutti i suoi cinema per mancanza di pubblico. Nel 2012 nell’arco di quattro mesi e grazie all’aiuto della comunità di Amantea e collaboratori esterni, Giulio Vita e Sara Fratini hanno ripulito e rinnovato lo spazio, rendendolo di nuovo accessibile e funzionale e soprattutto rendendo la città e il festival un importante punto di riferimento nel panorama internazionale. Cresciuto negli anni ponendosi come obiettivo la promozione dei valori della democrazia partecipativa, integrazione e accessibilità attraverso la cultura, oggi La Guarimba è alla sua dodicesima edizione. Il fatto che un festival di questa portata sia riuscito a sopravvivere in un posto così complesso come Amantea dimostra che «l’essere dei rompicoglioni paga. La testardaggine paga. Il festival è sempre pieno: certo, c’è chi si lamenta,» dice Giulio Vita. Per lui «la città ha capito che questa cosa è importante. Col tempo ho imparato che provare a far cambiare idea alla gente è presuntuoso. Non conta farli cambiare, conta dargli la possibilità di unire i puntini, di dare speranza. Tutto ciò che conta è mettere assieme la gente che ci crede».

Le persone sono il centro di tutto, infatti l’obiettivo principale è «riportare il cinema alla gente e la gente al cinema». È per questo che tutto ciò che gravita attorno a questo progetto ha sfondo comunitario – gli abitanti della cittadina diventano non solo fruitori di un servizio, di un momento diverso dalla monotonia della città; ma diventano anche attori all’interno dell’intricata e ricca offerta del Festival. Tra i progetti, quello che spicca è  Kino Guarimba – un programma di formazione cinematografica internazionale, che viene svolto sotto forma di residenza artistica di dodici giorni proprio ad Amantea, incastonata sulla selvaggia costa calabra. Il progetto ha l’obiettivo di creare una comunità multiculturale, composta dai partecipanti, la squadra e le persone che vivono ad Amantea, esplorando insieme la cultura locale e promuovendone le tradizioni e le bellezze naturali e architettoniche. 

Se, infatti, l’immaginario comune vede come punti nevralgici della vita culturale unicamente i grandi centri urbani, grazie a eventi come questo le cose cambiano. È vero – anche Giulio Vita confessa le difficoltà che si nascondono dietro un progetto di questo tipo: le realtà provinciali appaiono difficili da convincere, i progetti faticano a trovare uno spazio e risorse per essere alimentati e quindi a emergere. Possono talvolta presentarsi come ambienti fortemente giudicanti, in cui appare più complesso manifestarsi in maniere prepotenti e senza vincoli di sorta. Al tempo stesso sono proprio quei legami che molti sentono come familiari, quelle dinamiche e quell’immaginario a far sì che alcuni progetti nati in questi contesti nettamente più angusti raggiungano un enorme successo. Quando questo genere di iniziative riesce a sopravvivere alle difficoltà iniziali e a crescere nel tempo, si ottiene un doppio risultato positivo: oltre al successo del progetto in sé, anche la comunità in cui esso è inserito beneficia indirettamente di questa attività – proprio come accade ad Amantea.



Kino Guarimba si presenta come un esempio perfetto di questo binomio in cui cultura e comunità procedono su binari paralleli, fondendosi quasi l’uno con l’altro. L’iniziativa è divisa in tre parti articolate in 12 giorni: una prima che vede input e networking, con laboratori su diversi aspetti della produzione cinematografica incentrati sulla socializzazione e attività formative, dove i partecipanti possono conoscersi, presentare le proprie idee e formare gruppi di lavoro. Una seconda parte è dedicata alla realizzazione di cortometraggi: i team di lavoro si organizzano per decidere liberamente struttura e tempi di realizzazione, nel rispetto delle regole della residenza. L’ultima sera viene organizzata una proiezione pubblica di tutti i cortometraggi realizzati durante la residenza, alla quale prendono parte sia i partecipanti che la gente del luogo.

L’edizione di quest’anno – svoltasi dal 10 al 21 settembre – è la decima; noi abbiamo avuto la possibilità di viverla da vicino. Vi hanno partecipato 50 tra artiste e artisti dell’audiovisivo che vengono da tutti i continenti, con una particolarità: ogni anno, dall’inizio della guerra, per la residenza di settembre vengono donate 10 borse di studio a 10 artiste ucraine.

A settembre inoltre, oltre alla residenza cinematografica, prende forma in parallelo una residenza dedicata alla musica, che quest’anno ha visto la partecipazione di 5 musiciste ucraine la cui permanenza è stata dedicata alla sperimentazione del suono. Chi partecipa alla residenza musicale infatti può portare avanti un progetto personale, ma può collaborare con chi partecipa alla residenza cinematografica, per esempio alle soundtrack dei cortometraggi. 

Il fil rouge di questa esperienza è una frase che Giulio ripete di continuo, cioè “l’ispirazione arriva da posti diversi”. È essenziale, dunque, lasciarsi investire da tutto ciò che ci circonda – soprattutto dalla natura e dalla città. Per questo motivo il primo giorno viene organizzata un’escursione ad Amantea vecchia per conoscerne i luoghi, la storia, entrarne nel tessuto sociale e culturale. Lo si fa parlando con le persone del posto: saranno loro poi a essere i volti dei cortometraggi che verranno girati. Durante i giorni dedicati ai casting infatti gli abitanti di Amantea partecipano sia per vocazione personale – c’è chi è già un artista o sogna di farlo, chi è amatoriale – sia per divertirsi e basta, per sentirsi parte di qualcosa di più grande. Ritorna quindi, ancora una volta, l’importanza di un progetto del genere, che sottolinea la funzione di attivatore sociale della cultura. Lo si percepisce ovunque, lo si vede nelle strade: Amantea è piena di murales che rimandano a La Guarimba, testimoni dell’impatto che il progetto ha sulla città. Infatti, come ci tiene a sottolineare Giulio, “le persone di Amantea devono vedere il tuo film e questa è l’unica cosa di cui ci interessa”. 

 

C’è una profonda sacralità in quello che viene fatto, creare un cortometraggio diventa un rituale di connessione culturale. I partecipanti sono immersi nella comunità, scoprendone storie e tradizioni, affinché i loro film portino valore e siano capiti. La proiezione finale, con sottotitoli in italiano, rafforza questa comunione, rendendo il cinema uno strumento di incontro e riflessione. È un atto che restituisce alla comunità, celebrando la creatività e le identità locali. Inoltre, il progetto ribadisce che “il film è di chi lo fa”: il festival non ha la proprietà creativa del prodotto e l’autore potrà continuare a lavorarci finché preferisce, anche dopo la fine della residenza. Infatti, come sottolinea Giulio durante la nostra permanenza, “non ci aspettiamo niente da voi, questo è un viaggio di creatività. Nessuno vi sta dando voti e non bisogna avere il peso della performance, la paura del non successo. Questo è un viaggio creativo che si fa in un altro modo” ed è vero. Si tratta di un viaggio creativo raro e singolare, in cui si ha il lusso di percorrere una strada tenendosi per mano: la non necessità di decretare per forza un vincitore spinge i partecipanti ad aiutarsi in maniera genuina durante i workshop, dal processo del pitching alle varie fasi di scrittura. Le parole di Giulio sono un chiaro monito dell’obiettivo di questa iniziativa; lo scopo “non è fare quello che dico io, ma cogliere questa chance per fare l’unica cosa che conta: la vostra arte”. Dopotutto il Festival è la risposta «degli “indignados” nel settore cinematografico», con la creazione di uno spazio lontano dall’elite del “tappeto rosso” e dove le priorità sono l’arte e il talento. La prossima edizione si svolgerà ad Amantea (CS) dal 10 al 21 Giugno 2025, mentre la 12ª edizione si svolgerà ad Amantea (CS) dal 10 al 21 Settembre 2025 ed è possibile mandare la propria candidatura compilando il form presente sul sito de La Guarimba. 

di Sara Paolella (Sara Paolella)

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Sostieni Scomodo

Scegli un importo

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Articoli Correlati

🔹 Chi siamo

Questa attività è organizzata da Fondazione Poetica, sotto la guida del prof. Mauro Magatti dell’Università Cattolica di Milano, per Unhate Foundation e ha finalità esclusivamente di ricerca sociale.

🎯 Finalità della raccolta

Vogliamo ascoltare le opinioni dei giovani sui temi della ricerca, garantendo il rispetto della tua privacy.

🎙️ Modalità di trattamento dei dati

La tua voce verrà trascritta automaticamente. Un membro del nostro team verificherà e correggerà la trascrizione per eliminare ogni possibile riferimento personale.

Il file audio verrà cancellato subito dopo la trascrizione.

Conserveremo solo il testo anonimizzato della trascrizione, l’anno di nascita e la regione di residenza, che ti chiediamo terminata la registrazione degli audio.

📋 Quali dati trattiamo

Conserviamo solo dati anonimi. Il tuo audio viene trascritto e se menzioni luoghi o persone specifiche, queste informazioni vengono anonimizzate.

🛡️ Altre informazioni utili

I dati sono completamente anonimi: non sarà possibile modificarli o cancellarli dopo l’invio.

Conserveremo le trascrizioni solo per il tempo necessario alla ricerca, sempre in forma anonima.

📬 Contatti

Per domande o informazioni scrivi a Dario Pizzul, referente della ricerca a questo indirizzo: pizzul.dario@gmail.com