Cerca

Franco è una musa

“La Notte nelle scuole” un progetto di Scomodo e Ariete, che indaga la notte come elemento di esplorazione dove si costruisce una parte centrale dell’individuo, attraverso racconti di giovani scrittori e scrittrici under 30 che hanno partecipato al contest “I miei segreti te li dirò di notte”, aperto fino al 10 maggio su scomodo.org/la-notte

Gli uomini e le donne del giorno quando arrivano al lavoro salutano i colleghi, hanno fatto da poco colazione, hanno i vestiti appena stirati ed escono con il sole che già splende sopra le loro teste. Gli uomini e le donne del giorno lavorano in mezzo al fermento della città e del paese, vivono insieme a tutto il mondo che – nel frattempo – anch’esso vive. Gli uomini e le donne del giorno si fermano in pausa pranzo, non patiscono il freddo, si sentono al sicuro perché con la luce nulla sembra spaventoso, condividono il posto di lavoro con altri che – sempre di giorno – abitano e vivono lo stesso spazio, e fra di loro parlano, interagiscono, si dividono l’impiego.

Franco non è un uomo del giorno. Franco è un uomo della notte e quando va al lavoro non c’è nessuno che lo aspetta per salutarlo, offrirgli un cornetto o raccontargli le ore di fuoco che ha appena trascorso con qualcuno nel letto. Franco è un uomo della notte ed esce di casa col buio, il silenzio e l’inquietudine. Quando arriva al lavoro e alza la serranda nessuno lo sta aspettando perché vuole già acquistare qualcosa, nessun vicino di casa lo saluta – uscendo – perché anche lui sta andando a lavorare. Soprattutto Franco – che è un uomo della notte – esce che sua moglie e i suoi figli stanno ancora dormendo e rientra quando sia sua moglie sia i suoi figli stanno fuori per la loro vita da uomini e donne del giorno. Franco è un uomo della notte e la notte resta sul suo volto anche quando vive di giorno. La notte gli resta appiccicata all’espressione, ai movimenti, al silenzio e allo sguardo. Franco resta un uomo della notte anche quando vive – o almeno ci prova – da uomo del giorno.

Se gli uomini del giorno affrontano e attraversano le ore della notte nel caldo delle loro case, fra le coperte dei loro letti e nel silenzio di un quartiere; Franco – che è un uomo della notte – si ripara dal buio dentro una stazione di servizio lungo l’A1, nel tratto di autostrada che da Roma va in direzione Sud Italia. Quello che per gli uomini del giorno è un letto e una casa, per Franco è il suo posto di lavoro. Un punto vendita di beni di prima necessità attaccato al distributore di benzina. Franco prova tanta simpatia per quel negozio, che è la sua tana di notte, perché – come lui – non ha una vita di giorno. È aperto soltanto dalle 20 alle 8 del mattino, nelle ore in cui tutto il resto rischia di essere chiuso ma un automobilista può comunque avere bisogno di acqua, cibo, cerotti, caricatore del cellulare, sigarette. Questa è la merce che vende con più frequenza da vent’anni, da quando ha smesso di essere un uomo del giorno – faceva il benzinaio – e, con l’avvento dei self-service, si è trasformato in uomo della notte.

Durante la notte, mentre gli uomini del giorno dormono, Franco diventa tutt’uno con lo sgabello. Si siede alle 20 e si alza alle 8. Il minimarket è mini sul serio, molto piccolo e quasi soffocante; la merce, però, almeno è tutta a portata di mano e quindi Franco non deve mai scomodarsi per prendere qualcosa al cliente. Subito dopo aver alzato la serranda l’uomo della notte fa un identico gesto da venti anni: accende la radio. La musica è forse il respiro che accomuna tutti gli uomini e le donne della notte. Gli esseri umani del giorno vivono nel rumore, quelli della notte nella musica. Il sottofondo che esce dalla radio si spegne con la notte: quando sorge il sole Franco la spegne perché iniziano a dargli fastidio lo sfrecciare frequente delle automobili, l’ingresso più costante di avventori, il vocio della gente che si ferma a fare benzina.

Insomma, alle venti l’uomo della notte alza la serranda, accende la musica, si siede sullo sgabello e da lì resta a guardare il giorno ricominciare. Ci sono serate in cui si sente un po’ un vigilante del Sole, come se lui avesse il compito di assicurarsi che anche l’indomani quella luce si accenda e il mondo stia girando ancora intorno alla stella luminosa. Altre notti si sente già morto, come se quel minimarket lungo l’A1 sia – in realtà – l’aldilà silenzioso e deserto in cui è arrivato senza accorgersi e dove trascorrerà il resto della sua non vita. L’uomo della notte – a differenza degli uomini e delle donne del giorno – diventa tanti uomini. È una guardia, un morto, un artista, un fotografo, un delinquente, uno psicopatico, un povero, un mistico… È la somma di tutti gli uomini che si sente, stando fermo nella desolazione della notte.

Franco è anche il riassunto di tutte le storie che – i pochi avventori che entrano nelle ore di buio – immaginano sul suo conto appena salgono in macchina. Dal suo sgabello su cui guarda il buio vive mille vite e si moltiplica come soggetto di infinite storie nei viaggi della gente. Rende gli uomini che incontra – anch’essi della notte, ma soltanto occasionalmente o per qualche dovere forzato – sceneggiatori e registi, narratori e artisti. Franco è una musa.

Franco, che è un uomo della notte, di notte impara a vivere da uomo del giorno. Perché in quel buio solitario, inquieto, negli occhi scettici e spaventati degli avventori, negli sguardi quasi schifati degli automobilisti che si fermano a fare benzina, nelle raccomandazioni delle fidanzate che – quando il ragazzo scende per entrare a comprare dell’acqua – dal finestrino gli urlano “stai attento amore, mi raccomando”. In questo scetticismo, nell’idea degli altri che lui sia un pervertito, un violento, un maniaco o un bizzarro, Franco impara a vivere da uomo del giorno senza permettersi mai di appiccicare a qualcuno una storia che lo infami. L’uomo della notte, di notte, impara a sentirsi piccolo “come una formica in un prato”, piccolo “come una foglia in un bosco”. E chi si sente piccolo di notte, di giorno non fa il grande con nessuno.

 

Abbonati

Essere indipendenti è l’unico modo per rimanere trasparenti.
Difendi l’informazione libera, abbonati a Scomodo.

8€ al mese

Sostieni Scomodo

Scegli un importo

Articoli Correlati