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Codice bianco

“La Notte nelle scuole” un progetto di Scomodo e Ariete, che indaga la notte come elemento di esplorazione dove si costruisce una parte centrale dell’individuo, attraverso racconti di giovani scrittori e scrittrici under 30 che hanno partecipato al contest “I miei segreti te li dirò di notte”, aperto fino al 10 maggio su scomodo.org/la-notte

Dalle sei e mezza-sette a Chirurgia 2 passa di tutto.
Non basta la schiena che è a pezzi, i fianchi sono a pezzi pure quelli, anche il viavai tutta notte ti devi beccare, ma ha il suo bello coi pazzi che ci sono in giro. Quando c’è un po’ di cagnara vado a vedere. L’altro ieri hanno portato uno in manette: capelli lunghi legati, tutte le braccia tatuate, bello come un dio, il tipo che piace a me; lo scortavano due della penitenziaria che Federici non li ha fatti entrare e ci sono rimasti di merda questi e parevano in pensiero manco l’ammanettato fosse stato loro figlio. Non la finivano più: e cicì cicì – «Ma vedrai che non é niente». «E chi lo ammazza a quello», ha fatto uno dei due all’altro e giù sospironi. Poi non lo so com’è che é finita che quella bassa con gli occhiali m’ha beccato e «Fila in branda,» m’ha detto, era incazzata come una biscia.

Mi piacciono i due di stasera. Giovani, se ne stanno seduti fianco a fianco. Sono arrivati giusto all’ora che il Contramal di coraggio non ne dà più, allappa la bocca e basta. Ho sentito che di là si rideva e sono andata a vedere.

Lei ha un vestito lungo a fiori, ma bello, i capelli fradici per la pioggia. Ha il polso fasciato e fa le facce. Lui non si diverte proprio per niente e la guarda, “non le stacca gli occhi da dosso” come si dice. Ha una giacca di cammello vecchia, bagnata come il cappello, un cappello da originali. Lei pare giustificarsi e fa «Ci vuole un quarto d’ora hanno detto», lui batte il piede, non gli pare vero, guarda tutto con due occhi tanti, un posto così non lo aveva ancora visto. Sono intellettuali o artisti o studenti. Insomma non sono niente ancora e lui non è neanche più tanto giovane in verità. «Magari ce l’ho già,» fa lei e apre grande la bocca, si paciocca la mascella e fa le facce. «Se ce l’hai mica ti viene subito. E poi ti hanno vaccinato quand’eri dentro, no?» le fa lui con l’aria da grande saggio ma si vede che non è tranquillo. Non li soffro questi che sanno tutto loro. «Hai pensato che saremmo morti, dì la verità,» questa é lei. «Quando ha ringhiato mi hai stretto forte,» e questo è lui.

«Appena ci è saltato addosso ho pensato: Ok, è fatta. Ci siamo».

«Mi hai stretto forte per il braccio, non te ne sei accorta».

«Siamo un buon team insieme. L’idea di restare immobili non era male». E lei fa il pugno con la mano fasciata, lui batte il pugno col suo ma piano, fa attenzione e dice: «Almeno abbiamo una storia da raccontare».

«E che storia è», faccio io.

Col Contramal non lo sai mai se alzi la voce o se biascichi o che cosa. Lei mi fa vedere i denti, ce li ha tutti lei, lui guarda per terra e fa finta di niente. È bello il vestito, vado avanti io. «Ti piace?», si stira tutta sulla seggiola e mi fa vedere. Io mi alzo come riesco e mi avvicino. È liscio e fresco come le cose nuove, solo un po’ umido ancora. L’altro si è nascosto tutto intero sotto al cappello.

«E lui è il tuo fidanzato? », lo indico, e lei quasi se la svita la testa a furia di fare no no no. Ci conosciamo da una settimana, mi spiega a labbra strette, ora è seria. Lui non sa più dove guardare, è davvero un ragazzo. Ma non me la fanno a me, lo so come vanno queste cose, non sono nata ieri.

«Beh, in ospedale non ci vai mica col primo venuto. Qua si fa sul serio. O vuoi bene a una persona, o la notte all’ospedale per quella persona non ci vai. Io queste cose le so. All’ospedale sulle mie gambe ci sono andata sempre solo per le persone a cui volevo bene. All’ospedale per me non viene mai nessuno».
Non si possono vedere, ma i loro corpi si toccano e respirano uguale, sbattono gli occhi allo stesso momento, altro che no no no. «Magari ora no, ma poi sì che vi vorrete bene, si capisc…» e le ginocchia mi fanno un brutto tiro dei loro e sono già a culo per terra. State state che ce la faccio da sola. Finisce sempre così, faccio un casino dannato e quella bassa con gli occhiali che ricompare, da dove lo sa lei, e mi cazzia e mi prende a braccetto come si fa con gli scemi, mi manda a letto e mi perdo sempre come va a finire. Ma questa é facile da capire, vedrai che si vogliono bene.

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