C’è bisogno del cinema. C’è bisogno di luce.

A Fiorano Modenese anche quest’anno ci sarà Ennesimo Film Festival, arrivato alla sua undicesima edizione

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Tra Modena e Reggio Emilia, nella zona di Sassuolo e Maranello si estende una delle aree produttive più importanti del Paese: il distretto ceramico. Comprende 8 comuni, 248 imprese e 26mila addetti diretti, che diventano 40mila se si considerano tutti i lavoratori coinvolti nell’indotto. L’87% della ceramica italiana viene prodotta in quest’area. Girando per i comuni del distretto si può notare che è una provincia diversa da tante altre: difficilmente i giovani se ne vanno da qui. Il lavoro c’è, è più facile restare.

 

È nel cuore del distretto ceramico, nel comune di Fiorano Modenese, che nel 2016 è nato un festival del cinema: Ennesimo Film Festival. Quest’anno si terrà l’undicesima edizione, dal 26 aprile al 3 maggio. «Inizialmente avevamo pensato addirittura di chiamarlo Fiorano Film Festival, ma poi abbiamo pensato che non ci serviva legarci al territorio anche con il nome, perché noi siamo già legati a doppio mandato con Fiorano» spiega a Scomodo Federica Ferro, direttrice e co-fondatrice del festival e presidente di Tilt Associazione Giovanile APS, associazione culturale senza scopo di lucro che ha sede nel Comune di Fiorano Modenese.

 

Forte di questo radicamento territoriale, Ennesimo Film Festival punta alla comunità, prima di tutto. È un festival che vuole essere «popolare e inclusivo»: sono queste le due parole che fin dalla prima edizione racchiudono il senso della programmazione del festival, secondo Federica. Le proiezioni mirano a coinvolgere un pubblico più ampio possibile: l’obiettivo non è quello di ricercare film altamente sofisticati, di nicchia, indirizzati a un pubblico specialista del settore. «Non perché non sia cultura e non perché non sia bello, ma perché non è quello il cinema che vogliamo far passare. Non è il cinema che ti crea la comunità che ha Ennesimo», continua Federica. Avere una forte dimensione locale non significa chiudersi in sé stessi. «Ennesimo è un festival che pensa al cinema contemporaneo, che esalta il cinema italiano e che vuole pensare, come facciamo sempre, “agiamo locali, ma pensiamo globali”».

 

Negli anni, Ennesimo Film Festival è cresciuto molto, ed è cresciuto soprattutto tramite quella che è la sua comunità più numerosa: l’Ennesimo Academy. A partire dalla sua prima edizione, il festival è entrato nelle scuole di Fiorano e degli altri comuni del distretto ceramico, attraverso laboratori e progetti di vario genere. La settimana del festival è, infatti, soltanto una breve finestra rispetto al lavoro che le educatrici e gli educatori di Ennesimo Academy portano avanti tutto l’anno. Quest’anno i corsi hanno coinvolto 7.000 studenti delle scuole di infanzia, primarie e secondarie di ogni ordine e grado, non soltanto in Emilia-Romagna, ma anche in altre regioni, come le Marche e la Puglia.

 

«Se me l’avessi chiesto in seconda media, “Come vedi Ennesimo tra 10 anni?”, probabilmente ti avrei risposto “Che cos’è Ennesimo?”». Gabriele Arcuri quando era in seconda media ha partecipato alla prima edizione dell’Academy, nel 2016. Dieci anni dopo è tra i più giovani educatori di Ennesimo Academy ed è parte integrante dell’organizzazione del festival, oltre a essere consigliere comunale di Fiorano. «Tra 10 anni secondo me crescerà ancora di più» dice Gabriele, «sarà ancora di più legato al territorio, quindi ancora più fioranese e distrettuale, ma con una mente ancora di più aperta a un mondo globalizzato». Per lui che è educatore e lavora a contatto con gli studenti delle scuole, «il vero passo fondamentale e difficilissimo sarà adeguarsi ai linguaggi della Gen Z e della Gen Alpha». «Venire incontro a delle esigenze e al modo di comunicare delle generazioni più giovani può essere il segreto per continuare a vivere bene come stiamo vivendo in questo momento», sostiene.

 

È proprio sulle varie forme di comunicazione audiovisiva che si concentrano le attività proposte da Ennesimo Academy. Non si tratta di corsi di “cinema”, ma di “educazione all’immagine”, in senso più ampio. Secondo Federica Ferro, “educare all’immagine” significa «far comprendere che una costruzione audiovisiva, anche semplicemente un’immagine, non è messa lì a caso: c’è un qualcosa che può essere, che può comunicare, che dà dei messaggi. E questo è importante non solo quando si guarda un film, una serie TV o qualsiasi prodotto audiovisivo, ma anche pensando all’uso che i ragazzi giovani e giovanissimi fanno dei social network. Il linguaggio cinematografico si intreccia con il linguaggio contemporaneo dell’audiovisivo attraverso i social».

 

I laboratori di Ennesimo Academy spaziano dal doppiaggio, alla regia, alla sottotitolazione, alla recitazione. Ci sono molte attività in cui sono gli studenti a dover realizzare dei prodotti originali. «Si va dalle recensioni dei film, quindi una scrittura più giornalistica, in terza media, alla scrittura creativa di una sceneggiatura in prima media, fino alla realizzazione di un corto in stop-motion alle elementari», spiega Gabriele. Spesso gli studenti vengono portati a conoscere i mestieri dietro le quinte del cinema, o i vari passaggi dell’industria cinematografica, dalla pre-produzione alla distribuzione, o ancora vengono coinvolti in attività direttamente legate alle aziende cinematografiche locali. Quest’anno alcune classi delle scuole medie realizzeranno una campagna cinematografica per incentivare le persone ad andare al cinema, disegnando dei poster per il cinema del proprio paese. Altri studenti dovranno invece realizzare delle locandine sviluppando le immagini tramite l’intelligenza artificiale: anche l’uso dell’intelligenza artificiale è infatti diventato uno dei temi da affrontare nel contesto dell’educazione al linguaggio audiovisivo.

 

Per Ennesimo Academy, l’educazione alle immagini comprende tanto lo studio degli aspetti più tecnici della produzione cinematografica quanto la dimensione artistica e culturale del cinema. Secondo Gabriele, «Ennesimo, oltre che cinema, che è la parte preponderante, è cultura, perché tutti i collegamenti che possono fare i ragazzi sono legati alla cultura e all’arte, soprattutto, a tantissime forme artistiche di vario tipo». 

 

«Ennesimo è un progetto culturale che vuole far comprendere che il cinema è uno strumento che può raccontare, che può sensibilizzare anche a varie tematiche», aggiunge Federica. È anche per questo che, nel programma del festival, viene dato molto spazio ai registi delle nuove generazioni. Come afferma Federica, «la maggior parte degli autori che fanno cortometraggi sono giovani o giovanissimi e quindi ancora di più hanno bisogno di essere ascoltati, e noi siamo contenti di fare la nostra piccola parte in questo». Oltre ad artisti più emergenti, saranno presenti anche nomi più noti, a partire da Greta Scarano, che aprirà la serata inaugurale di Ennesimo Film Festival con “La vita da grandi”, il suo nuovo film di debutto alla regia.

 

Quest’anno la grafica di Ennesimo Film Festival ha un fondo scuro e un elemento centrale: un fascio di luce giallo. Federica ci spiega che alla base dell’idea ci sono alcune domande, e una risposta. «Che cos’è il cinema oggi, in questi tempi bui? Che cos’è il cinema? Che cos’è la cultura? È la luce». Oggi il cinema è un fascio di luce. «Al di là di quello che è la luce intesa come la fotografia nel linguaggio tecnico del cinema, proprio la cultura e tutti quelli che sono i messaggi cinematografici che si possono esprimere con cortometraggi, lungometraggi, con qualsiasi altro strumento audiovisivo, oggi sono veramente un faro. E noi crediamo tantissimo in questa cosa: che il cinema possa dare dei messaggi culturali, che debba dare dei messaggi culturali, e che debba essere diffuso il più possibile e coinvolgere la maggior parte della comunità».



di Martina Paolucci (Martina Paolucci)

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